Arte

Arles

Una settimana fa vi avevo salutati dal Caffè dell’Alcazar di Arles, in Place de Forum, raccontandovi alcune storie sui ristoranti e i bar dipinti dagli impressionisti e parlandovi del soggiorno del pittore Vincent Van Gogh in questa cittadina del sud della Francia.

Oggi ripartiamo da Van Gogh e dal cortile del vecchio ospedale di Arles (foto seguente), nel quale il pittore fu ricoverato a forza tra il 1888 e il 1889 (dopo il taglio dell’orecchio) e nel quale dipinse proprio il quadro Il cortile dell’ospedale di Arles (1)

Arles

Per chi si appresta a visitare Arles, l’ufficio del turismo mette a disposizione il circuito pedonale per ripercorrere i passi del pittore che in questa città visse il suo periodo più produttivo in termini di tele e disegni: oltre 300 opere in 15 mesi.

Il nome della città non è solo legato al grande e indimenticabile pittore, ma ha anche una doppia iscrizione al Patrimonio dell’Unesco: una come monumento romanico e una come tappa del cammino di Santiago de Compostela. Qui giungono i pellegrini che si dirigono lungo la via Tolosana (chiamata anche via e cammino di Arles) per visitare la necropoli degli Alyscamps, uno dei più grandi cimiteri cristiani dell’Occidente.

D’epoca romana è invece il bell’anfiteatro del I secolo d.C. (foto d’apertura), così come il teatro romano della stessa epoca (foto seguente), le terme di Costantino e l’antico obelisco del IV secolo.

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Non si può parlare di Arles senza nominare il Rodano, l’importante fiume europeo che nasce in Svizzera e sfocia qui, nel meraviglioso delta sul Mediterraneo dove ci sono 26 chilometri di sabbia fine e le famose spiagge di Beauduc e Piémanson. Il questo suo tragitto verso il mare, gli abitanti hanno imparato da secoli a convivere con il Rodano perché qui l’acqua è ovunque e Van Gogh lo sapeva bene, difatti si soffermava a dipingerne i moli lungo i due rami del fiume, il Grande Rodano e il Piccolo Rodano, percorsi dai battelli per turisti.

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Vi avevo anche lasciato con l’acquolina in bocca, vi ricordate? Sì, perché Arles come tutta la Provenza è una terra con una grande tradizione gastronomica.

Il modo migliore per degustare tutti i suoi profumi e i suoi sapori è quello di perdersi nei mercati, presso i quali ci si può soffermare a fare due chiacchiere assaggiando una tapenade di olive.

Nel dipartimento delle Bouches du Rhône si produce un terzo dell’olio d’oliva francese, distribuito soprattutto nella Vallée des Baux e nella regione d’Aix. Attualmente più di una ventina di frantoi spremono le olive secondo un metodo artigianale che risale all’antichità e, nella regione di Arles e nella Vallée des Baux, ve ne sono ben undici.

Dopo un aperitivo con la tapenade, è consigliato l’assaggio della celebre salsiccia di Arles, della quale la Maison Genin detiene da cinque generazioni la ricetta originale della tradizionale preparazione, che è possibile acquistare presso il negozio La Farandole, sito in rue des Porcelets.

Sempre a proposito di carne, il toro della Camargue ha ricevuto nel 1996 la denominazione d’origine protetta (AOP), ha una carne a basso contenuto di grassi che viene usata per preparare una ricetta tradizionale e molto apprezzata, la gardianne de taureau ovvero uno stufato di toro con il riso. Per il riso viene usata una delle trenta diverse varietà coltivate in Camargue, con marchio IGP.

Per accompagnare i pasti ci sono i vini rossi, bianchi e rosé dei mille ettari di vitigni di Arles. Una ventina di viticoltori si sono riuniti in un’associazione per coltivare vitigni della tradizione come grenache, shirax, cinsault e carignan, ai quali sono stati associati dei nobili come chardonnay, sauvignon, merlot, cabernet, marselan).

Alcune di queste ricette (Nota 2) sono già presenti nell’archivio del blog, nella rubrica della Cucina Provenzale.

Link ricette:

 

Sapevate che Arles ha una regina? Ogni tre anni il sindaco della città elegge una regina! La tradizione vuole che le damigelle che si candidano al titolo debbano superare un esame di storia, architettura, arte, tradizione, letteratura e lingua provenzale. La prescelta diventa una vera ambasciatrice delle tradizioni locali e presenzia per tre anni, al fianco delle autorità della città, a tutte le manifestazioni culturali.

 

 

 

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Note:

(1) Il cortile dell’ospedale di Arles di Vincent Van Gogh (1889), olio su tela, cm 74 x 92 cm, collezione Oskar Reinhart

(2) Ricette dall’archivio di Profumo di Broccoli

Bibliografia:

  • Van Gogh di Erica Crispino, Giunti Editori
  • Arles, foto e appunti di viaggio anno 2007

 

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