Classici

Schiacciata di Pasqua: la mia focaccia dolce glassata con mandorle e amaretti

La schiacciata di Pasqua è una tradizionale preparazione toscana, un dolce povero che richiama gli antichi impasti semplici di farina. E’ tanto antica che ne ritroviamo un accenno anche nella Bibbia, quando Abramo chiede a sua moglie Sara di impastare la farina e preparare delle schiacciate.

In attesa di mettermi all’opera con la classica Schiacciata Livornese (quella che probabilmente mi attira di più rispetto alle altre) e quella Fiorentina, mi cimento in una mia versione personale. Si tratta di un impasto semplicissimo di farina, mandorle, lievito madre, burro, uova, sale, acqua e aromi, arricchito da uno strato finale a copertura della schiacciata, fatto con una glassa di albumi, mandorle e amaretti. Mi piace l’idea di fare una schiacciata di Pasqua con una copertura che richiama la glassa delle colombe, ma con l’aggiunta di amaretti.

Per i miei gusti è buonissima. Non è certamente la merenda ideale per tutti i giorni, ma è un dolce, anzi una schiacciata, ideale per i giorni di festa che stanno per arrivare. Provatela e fatemi sapere. A presto e buona giornata.

Impastare a mano o con la planetaria (meglio la planetaria quando c’è il burro).

Ingredienti per una teglia 30×40 cm.

  • 350 g di farina W260
  • 50 g di farina di mandorle
  • 100 g di lievito madre (si può sostituire con 10 g di lievito compresso)
  • 180/190 g di acqua
  • 120 g di zucchero
  • 120 g di burro a cubetti morbido (lasciato a temperatura ambiente per mezz’ora)
  • 40 g di tuorli
  • 5 g di sale

Temperatura finale 23°C

Schiacciata di Pasqua

Impastare farine, lievito e acqua. Dopo aver formato un impasto omogeneo, aggiungere anche lo zucchero e il sale. Aggiungere i tuorli (uno alla volta facendo assorbire un tuorlo prima di aggiungere il successivo) e, per ultimo, il burro a pezzetti e gradualmente.

L’impasto risulterà liscio e omogeneo.

Lasciare riposare l’impasto per circa 30 minuti, sul piano di lavoro e a temperatura ambiente.

Schiacciata di PasquaTrascorso il tempo di riposo, disporre l’impasto nella teglia da focaccia, precedentemente imburrata. Livellare bene e lasciare lievitare a 26°C fino al raddoppio del volume iniziale. A casa è possibile mettere la teglia nel forno e accenderlo per qualche secondo in modo da arrivare alla temperatura di 26°C. Tenere quindi un termometro da cucina nel forno per poter monitorare la temperatura e fare attenzione che non superi i 29°C. Nel caso, aprire per qualche minuto e fare raffreddare la “cella di lievitazione” casalinga.

Prima della cottura, quando l’impasto sarà ben lievitato e pronto, preriscaldare il forno a 180°C, massaggiare la superficie della focaccia con i polpastrelli delle dita (schiacciando leggermente) e aggiungere la glassa fatta con:

  • 75 g di mandorle affettate
  • 100 g di amaretti sbriciolati
  • 50 g circa di albumi

La glassa si prepara miscelando tutti gli ingredienti un giorno prima dell’utilizzo e lasciandoli in un recipiente coperto in frigorifero.

Cottura della focaccia: in forno a 180°C per i primi 5 minuti, quindi a 170°C fino a doratura. Io ho impiegato circa 20 minuti in tutto. I tempi di cottura variano comunque da forno a forno e in base alla pezzatura dei prodotti in cottura.

Schiacciata di Pasqua

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Commenti (4)

  1. edvige 21 marzo 2018 at 18:40 Reply

    Ottima ma quando trattasi di cose dolci io devo glissare. Buona serata

  2. […] alla cucina e soprattutto agli impasti; ho sfornato una colomba classica e una mia versione della schiacciata di Pasqua con glassa, mentre adesso arrivo al giorno più bello dell’anno con un’altra schiacciata. Durante […]

  3. Tropézienne – Profumo di Broccoli 25 settembre 2018 at 15:55 Reply

    […] In questa mia versione della tarte, ho schiacciato l’impasto come si fa per la “schiacciata” o per la “focaccia dolce“, premendo con i polpastrelli delle dita e con le […]

  4. […] è annoverata tra i grandi lievitati come il Panettone, il Pandoro e la Colomba ed è un dolce elaborato (arricchito maggiormente rispetto alla ricetta originaria), non propriamente semplice da […]

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