Storia

Castello di Fènis, Valle d’Aosta

Il Castello di Fénis (Valle d’Aosta)

Le cime innevate della Becca di Luseney e del monte Emilius lo guardano dall’alto. La Dora Baltea, lungo la sua sponda destra, lo affianca dolcemente. Nei dintorni, pascoli e campi di vite della bassa valle di Aosta lo incorniciano. È lo spettacolo del Medioevo che prende forma nel Castello di Fénis.

Castello Fénis Valdaosta

Foto del 17/4/22

Dall’età del ferro ad oggi

Questa terra è stata abitata fin dall’età del ferro e ve ne sono tracce che lo testimoniano presso Lignan e Nus. I Romani lo conquistarono durante il periodo augusteo: da Fénis passava la via delle Gallie, indispensabile collegamento tra la Pianura Padana e la Gallia. La storia del borgo è però strettamente legata alla famiglia Challant (ricca e potente famiglia nobiliare del Medioevo) che fece erigere il castello.

Castello Fénis Valdaosta

Foto del 17/4/22

La sua storia lo vide passare sotto il potere francese, inglobato nei confini dell’impero napoleonico, per poi tornare ai Savoia a seguito del congresso di Vienna. Le brigate partigiane di Emile Lexert invece, ne costituirono il proprio quartier generale nel secolo scorso durante la seconda guerra mondiale

Il castello di Fénis risale al XIII secolo e, sebbene il castello attuale sia il risultato di una costruzione avvenuta tra il 1340 e il 1420, è perfettamente integro. È anche uno degli edifici fortificati più suggestivi d’Italia.

Castello Fénis Valdaosta

Foto del 17/4/22

Rimase di proprietà della famiglia Challant fino all’inizio del Settecento, dopodiché venne venduto ai Saluzzo di Paesana.

Ne seguì anche un periodo di abbandono durante il quale venne addirittura adibito come fattoria. L’architetto portoghese Alfredo d’Andrade, lo stesso progettista del borgo medievale di Torino, decise di acquistarlo, restaurarlo e donarlo al regno d’Italia.

Castello Fénis Valdaosta

Foto del 17/4/22

Gli affreschi interni

Il cortile interno è ricco di affreschi realizzati nel 1400, che si possono considerare dei veri capolavori. Alcuni di essi sono ancora ben conservati, come ad esempio quello raffigurante San Giorgio che uccide il drago, che rappresenta l’espressione raffinata della bottega di Jaquerio, il pittore tardogotico chiamato  per decorare il castello.

San Giorno che uccide il drago

Foto del 17/4/22

Castello Fénis Valdaosta

Foto del 17/4/22

Non molto lontano da Fénis c’è il  Castello di Verrès, sempre nella bellissima Valle d’Aosta.

Castello Fénis Valdaosta

Foto del 17/4/22

Dichiarato monumento nazionale nel 1896, oggi è di proprietà della regione Valle d’Aosta.

Castello Fénis Valdaosta

Foto del 17/4/22

Domani torneremo nella panetteria di Profumo di Broccoli per sfornare un pane rustico, preparato con segale, grano arso, avena e grano tenero e successivamente riprenderemo il nostro cammino in Val D’Aosta.

 

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