Pasta Sfoglia

Torta salata di melanzane e pomodori

La melanzana

La melanzana, cibo <<da gente bassa o da ebrei>> Così si intitola uno dei capitoli del bellissimo libro di Massimo Montanari Il riposo della polpetta, in cui il professore ci spiega che la parola connotativa melanzana deriva dal latino mala insana, ovvero frutto insano e pericoloso per la salute.

Sembra che questo termine, il quale contiene appunto un pregiudizio, derivi dallo sdegno da parte della “buona società” nei confronti delle classi meno abbienti, che impiegavano largamente la melanzana nella cucina povera e di sussistenza.

Com’è arrivata la melanzana sulle nostre tavole?

Furono gli arabi a portarla in Sicilia e in Spagna nel corso del Medioevo; se ne trova traccia già in alcuni testi del 1200 e fin dall’epoca si può notare la diffidenza nei confronti di questa <<Pianta volgare>>.

Finalmente verso la fine del 1800, Pellegrino Artusi ridiede slancio a questo frutto così tanto bistrattato, scrivendo nel suo libro La scienza in cucina che i petonciani (appellativo attribuito ai mangiatori di melanzane) <<erano tenuti a vile come cibo di ebrei>>, volendo confermare che in questo essi avrebbero avuto buon naso e buon gusto nell’apprezzare la melanzana.

torta salata melanzane pomodori

Qual è la ricetta di oggi a base di melanzane

per il nostro pic-nic di ferragosto?

Oggi prepariamo una deliziosa torta salata con la base di pasta sfoglia e un ripieno di melanzane, pomodori, acciughe, raspadura lodigiana e mozzarella di bufala.

Ingredienti per 4 persone:

  • 1 melanzana grande, mondata e tagliata a fettine sottili
  • pomodori crudi tagliati a fette oppure tagliati a pezzetti grossolani, facendoli prima sbollentare e pelare
  • qualche foglia di basilico
  • olio extravergine di oliva quanto basta
  • sale fino quanto basta
  • 1 spicchio d’aglio (opzionale)
  • 2 tuorli
  • 1 pizzico di noce moscata
  • 100 g di latte
  • pasta sfoglia rotonda per tortiere da 28 cm di diametro
  • 1 manciata di raspadura lodigiana
  • 4 bocconcini di mozzarella di bufala
  • 4 acciughe sott’olio tagliate a pezzettini

Preparazione

  1. Foderare la tortiera con la carta forno e adagiarvi la pasta sfoglia, bucherellandola con i rebbi della forchetta.
  2. Fare soffriggere un cucchiaio d’olio evo e l’aglio (opzionale) in una padella molto capiente, quindi aggiungervi le fette di melanzana. Fare dorare leggermente a fuoco medio per pochi minuti (se serve, aggiungere dell’acqua). Salare a fine cottura.
  3. Posizionare le fette di melanzana sulla pasta sfoglia, cercando di coprire tutta la superficie.
  4. Completare con uno strato di pomodori, il basilico, le acciughe e la mozzarella.
  5. Fare un’emulsione con il latte, la noce moscata, un pizzico di sale e i tuorli (mescolando con una forchetta senza montare) e versarla sulla torta.
  6. Coprire tutto con i veli di raspadura lodigiana (in alternativa con del grana o parmigiano) e un po’ d’olio evo.
  7. Piegare i bordi della pasta sfoglia verso l’interno della torta.
  8. Preriscaldare il forno a 220°C e cuocere a 200°C per circa 25 minuti.

E voi?

Amate questa pianta volgare e malsana?

Io faccio sicuramente parte di quella gente bassa e povera che adora la melanzana!

Buon Ferragosto.

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