Classici

Putizza triestina: alla scoperta di un dolce tra le mura del Castello di Miramare

 

UN DOLCE ANTICO, LA PUTIZZA TRIESTINA E UN CASTELLO FUORI DAL TEMPO, QUELLO DI MIRAMARE

VIAGGIO ALLA SCOPERTA DI LUOGHI MULTIETNICI E AFFASCINANTI, CON UN’ATTENZIONE SPECIALE NEI CONFRONTI DELLE RICETTE DEL TERRITORIO

 

La seconda tappa del mio viaggio triestino mi porta a Miramare, luogo in cui sorge il Castello di Miramare e dove, si narra, venne presentata per la prima volta la Putizza.

Secondo la tradizione triestina, la Putizza venne preparata in onore degli arciduchi austroungarici Massimiliano I del Messico e Carlotta del Belgio, in occasione di una festa regale nel 1864, presso il Castello di Miramare.

Della Putizza, Putiza, Potiza, il cui nome deriva dallo sloveno Potica, troviamo comunque testimonianza già nel medioevo e nei manuali di cucina austriaci del 1700. Nella sostanza si tratta di uno dei moltissimi dolci di pasta lievitata, arrotolati e farciti con frutta secca. E’ la cugina della Gubana friulana e del Presnitz, altri dolci del territorio che spero di cucinarvi presto.

Prima di andare in cucina a preparare la Putizza, questa regina carsica della tavola delle feste, entriamo nel parco di Miramare e arriviamo al Castello. Andiamo a visitare il luogo in cui è nata, lasciandoci trasportare da quest’atmosfera fiabesca.

***

Io salgo sull’autobus n. 6, proprio fuori dalla stazione ferroviaria di Trieste e faccio qualche fermata fino all’ingresso secondario del castello, in modo da godermi tutto il percorso fino alla dimora. E’ una fredda giornata di fine dicembre, la nebbia sta calando e in poco tempo renderà l’aria estremamente rarefatta.

 

Vista dal parco di  Miramare, ingresso principale al Castello

Miramare Castello

Guardo il mare camminando in un giardino infreddolito e dormiente

Miramare Castello

Un timido raggio di sole lascerà presto lo spazio ad una fitta nebbia

e il castello sembrerà sospeso in una nuvola

Miramare Castello

Miramare Castello

 

L’imperatore Massimiliano d’Asburgo-Lorena, imperatore del Messico e arciduca d’Austria volle fare costruire questo bellissimo castello, nel periodo 1856-1860, nel quartiere Miramare, a poca distanza dal centro di Trieste e proprio a ridosso del Golfo. Il castello sorge sul promontorio di Grignano, uno sperone carsico a dirupo sul mare.

L’ingegnere austriaco Carl Junker progettò questo palazzo seguendo la moda del tempo che prendeva spunto dal periodo gotico, medievale e rinascimentale. Il risultato è una fusione di questi stili architettonici, tipica delle dimore costruite sui corsi d’acqua e nelle zone alpine.

Miramare Castello

Oggi è un museo e al suo interno si possono ammirare gli arredi originali.

Nella regale sala del trono è anche possibile assistere a dei concerti.

Miramare Castello

Vista dal porticciolo

Miramare castello

«O Miramare, a le tue bianche torri
attedïate per lo ciel piovorno
fósche con volo di sinistri augelli
vengon le nubi.»

G. Carducci, Odi barbare, Miramar

L’ode di G. Carducci è dedicata alla tragica morte di Massimiliano d’Asburgo in Messico e al concetto della nemesi storica.

 

 

ANDIAMO A PREPARARE UN DOLCE! DAL CASTELLO DI MIRAMARE ALLA CUCINA DI CASA

PUTIZZA TRIESTINA RICETTA

E’ davvero difficile trovare le ricette originali, come spesso accade per la maggior parte dei piatti tradizionali e che affondano le loro radici nel passato. Dai libri a internet, dalle versioni delle pasticcerie a quelle che cambiano di casa in casa: è un susseguirsi di evoluzioni della stessa ricetta e varianti di gusto e di tradizione. Devo ammettere che questo è anche il bello delle ricette antiche e io non mi stanco mai di divertirmi nel leggere le infinite vesti della stessa ricetta. Oggi vi preparo pertanto questa versione, che io ho adattato dal punto di vista della preparazione dell’impasto e della lievitazione.

Nello specifico ho usato una modesta quantità di lievito compresso (lievito di birra) e ho fatto una lunga lievitazione, con riposo refrigerato. Si può ovviamente fare una lievitazione senza il riposo refrigerato, ma è comunque meglio ridurre le quantità di lievito, rispetto alle dosi che ho letto in molte ricette.

La versione che ho preparato io è la seguente:

500 g di farina forte (per lunghe lievitazioni) di grano tenero, tipo “0”

2 g di lievito compresso

125 g di latte

100 g di burro a pezzetti e a temperatura ambiente

150 g di zucchero semolato

2 tuorli

100 g di cioccolato tritato fondente

200 g totali di uvetta, pinoli, noci

la scorza grattugiata di 1 limone

sale fino

Per la doratura: emulsione di 1 uovo e 1 pizzico di sale; zucchero semolato o di canna sulla superficie del dolce prima di infornare.

Impastare a mano o con un’impastatrice.

Lavorare la farina con il lievito e il latte. Aggiungere un tuorlo, parte dello zucchero e il secondo tuorlo, facendo attenzione a farlo assorbire prima di aggiungere il restante zucchero. Versare anche un pizzico di sale e, quando si sarà formato un panetto omogeneo, aggiungere gradualmente il burro a pezzetti.

Fare riposare l’impasto a temperatura ambiente per circa 30 minuti, quindi chiuderlo in un recipiente (sufficientemente grande da contenere il volume del panetto raddoppiato) e attendere che lieviti. Io ho inserito il recipiente in frigorifero e l’ho lasciato lievitare molto lentamente per circa 24 ore. Trascorso tale tempo, ho rimesso il recipiente a temperatura ambiente per circa 3 ore, prima di stendere la pasta e farcirla. Una lunga lievitazione rende l’impatto più buono, digeribile e profumato.

Stendere la pasta su un piano di lavoro infarinato

putizza-triestina

 

Farcirla disponendo gli ingredienti su tutta la sua superficie

Consiglio: scegliete comunque gli ingredienti che vi piacciono maggiormente o che incontrano il gusto della vostra famiglia. Io, per esempio, ho preparato altre due versioni: una senza gherigli di noci e una con aggiunta di pezzetti di pan di Spagna al cacao. Tra i caffè triestini avevo proprio trovato una versione contenente dei pezzetti di pan di Spagna e di pane.

putizza-triestina

 

Arrotolare l’impasto

putizza-triestina

 

Arrotolare per chiudere la farci all’interno della pasta,

avvolgere un’altra volta dando al dolce la forma di una chiocciola

e dorare prima di infornare

putizza-triestina

Utilizzare una tortiera foderata con carta forno

o posizionare direttamente il dolce su una teglia, anch’essa foderata.

La tortiera serve per far mantenere la forma al dolce,

ma non è indispensabile.

putizza-triestina

Cuocere nel forno a vapore a 200°C

fino a doratura e fino al raggiungimento di 93°C al cuore

putizza-triestina

Si sforna e si taglia per addentare il primo prelibato boccone.

È buonissima!

putizza-triestina

 

 

***

AIFB – Associazione Italiana Food Blogger, di cui faccio parte, ha pubblicato una rubrica sul Friuli Venezia Giulia, facente parte del Gran Tour d’Italia, che vi consiglio di leggere (clicca qui).

Con l’occasione ringrazio la cara Edvige (di Memento Solonico) che mi segue virtualmente in questo viaggio triestino e che si è proposta di darmi varie ricette del territorio, per continuare ad esplorare anche da casa mia, i profumi e i sapori della sua bella città.

 

 

facebooktwittergoogle_plusmail

Commenti (7)

  1. edvige 10 gennaio 2019 at 17:39 Reply

    Ho letto e devo dire che sei una delle poche che ha scritto del castello informazioni cosi precise. Quasi nessuno ricorda che Miramare è posta sul promontorio di Grignano. Infatti dal castello (ora mi sembra chiusa) si passa con una camminata per arrivare proprio giu a Grignano dove ci sono i stabilimenti balneari, attracchi delle barche e non solo. Nessuno ha mai precisato quanto tu scrivi della prima Putizza si vede che tutto ti piace e sei curiosa e quindi cercare, leggere, confrontare ecc. e mi sento in sintonia perchè anch’io da sempre sono cosi. Hai fatto una putizza perfetta, con il ripieno predominante come piace a me e non come te lo presentato n certe pasticcerie tutta pasta che non è cosi sottile ma quella che rasenta la polentina e con ripieno che ci devi mettere il cannocchiale… il tuo è come piace a me. Sai il presnis non è nolto diverso come ripieno ma è in una pastasfoglia presentando come un serpente …..
    Brava Tiziana spero che questo dolce sia piaciuto a tutti. Grazie di avermi menzionata ma ho fatto ben poco. Avanti cosi. Come nota aggiuntiva dico che viene usato parecchio lievito perchè nessuno ha la pazienza di attendere per la lievitazione usano anche quello istantaneo ma chi ne soffre è il dolce. D’altra parte i giovani non hanno ricordo del sapore del passato e quindi è buono ma noi, io e quelli della mia et lo ricordano e quindi sono molto …severi.
    Grazie ancora e buona fine settimana.

    1. tiziana 10 gennaio 2019 at 18:03 Reply

      Ciao cara Edvige, grazie a te per accompagnarmi e farmi compagnia in questo viaggio fuori dal tempo nei tuoi bellissimi luoghi. Grazie infinite anche per le belle parole!
      Ti confermo che è piaciuto a tutti… non si sentiva altro che dire: “Buona questa Putizza…!”
      Farò sicuramente a breve anche il Presnitz, con la pasta sfoglia. Non vedo l’ora!
      Per il lievito? Si, ti capisco… avrei voluto fare il dolce con il lievito madre, ma alla fine ho preferito renderlo più semplice e adatto anche a chi non possiede la pasta acida, diminuendo sensibilmente le dosi di lievito compresso.
      Ho girato tutto il parco di Miramare, entrando dall’attracco delle barche, sulla spiaggetta e sono uscita dall’ingresso principale :)) Immagino che ci debba essere una bellissima vista arrivando dal mare!
      A presto e buon fine settimana anche a te.
      Tiziana

      1. edvige 11 gennaio 2019 at 17:47 Reply

        PS. Vicino al Miramare c’è la Riserva naturale marina di Miramare del WWF. La Riserva oggi AMP (Area Marina Protetta) Miramare, si snoda tutt’attorno al promontorio di Miramare, ove sorge appunto il Castello. Sono 30 ettari, pari a 1,8 km di linea di costa per una fascia di 200 m. Quest’estate un turista tedesco è stato beccato con il fucile pensava di fare pesca facile….. Promovuono anche tema didattici per bambini particolarmente in estate. Sono anche su FB. (https://www.facebook.com/AMPMiramare/)
        Ciaoooo

        1. tiziana 11 gennaio 2019 at 18:14 Reply

          Ciao Edvige,
          avevo visto infatti la pubblicità delle attività. Dev’essere davvero bello.
          Al turista ben gli sta… 😉
          Dovresti fare la guida turistica 😉
          Ciaooooo

  2. […] la mia vacanza triestina, prima di tornare verso casa passando per Grado, faccio una sosta a […]

  3. […] sono tornata da Trieste vi ho preparato la Putizza triestina, dolce arrotolato di pasta lievitata, ripieno di noci e uvetta, a forma di chiocciola, mentre oggi […]

  4. […] (da muffin, da ciambella, da panettone); facendo dei dolci arrotolati (tipo strudel o come quelli di tradizione triestina che ho preparato di recente), spalmando la crema pasticciera o delle […]

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *