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Pittattasima: pane antico calabrese

Oggi impastiamo insieme un pane dimenticato, la cui ricetta è tratta dal libro “I Pani Dimenticati” di Rita Monastero, edito da Gribaudo. Facciamo tappa in Calabria, dove si sta svolgendo il Gran Tour d’Italia e affondiamo le mani nella farina per preparare la Pittattasima.

Di cosa si tratta? Di un pane aromatico molto profumato, che si impasta con l’acqua di bollitura dei ceci, l’anice e la cannella in polvere. Ha una lievitazione naturale con pasta madre e una forma a ciambella.

E’ un pane la cui tradizione si è ormai persa, ma si sforna ancora a Luzzi (Cosenza) in occasione della festa di Sant’Aurelia.

 

pittattasima

 

Vediamo gli ingredienti

  • 750 g di farina (io ho usato una farina di grano tenero tipo 0 del Molino Belotti di Coccaglio)
  • 100 g di pasta madre
  • 100 g di ceci
  • anice in polvere (io ho usato 1 g)
  • cannella in polvere (io ho usato 1 g)
  • 1 foglia d’alloro
  • sale fino (io ho usato 14 g)

Lessare i ceci con l’alloro in una pentola con abbondante acqua e, una volta cotti, tenere da parte l’acqua di cottura che servirà per impastare il pane e usare i ceci per altre preparazioni.

L’acqua di cottura dei ceci dovrà raffreddarsi prima di essere utilizzata nell’impasto.

Lavorare a mano o con un’impastatrice la farina, il lievito e  l’acqua (circa il 60% del peso della farina) per formare un panetto. Aggiungere il sale verso la fine e, per ultimi, gli aromi (cannella e anice).

Dopo aver formato un panetto liscio e omogeneo, dividerlo in tante piccole parti dello stesso peso, allungarle con le mani formando dei piccoli filoni e poi ricavare delle ciambelle.

Disporre le ciambelle su delle teglie infarinate e lasciarle lievitare fino al raddoppio del volume iniziale.

Terminata la lievitazione, preriscaldare il forno a 200°C e cuocere alla stessa temperatura per circa 30 minuti, fino a doratura. Il tempo di cottura varia sempre da forno a forno e in base alle pezzature dei pani.

 

 

 

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