Pensieri e racconti

Dalla Baviera all’Auvergne: cercando la Tourte de Seigle

La segale è stata a lungo la fonte di sostentamento irrinunciabile per le popolazioni alpine e prealpine, territori difficili nei quali questo cereale era ed è capace di adattarsi. La segale resiste infatti alle basse temperature ed è appropriata alla coltivazione d’altura.

È stato constatato che le popolazioni che consumano abitualmente la segale soffrono meno di malattie cardiovascolari: grazie all’alto contenuto di fibre, questo cereale ha la proprietà di fluidificare il sangue nonché di aiutare la depurazione.
Oggigiorno la farina di segale e il pane prodotto con questa farina non sono molto diffusi, così come il pane nero non è più la fonte di sostentamento che era un tempo per molte popolazioni: l’utilizzo del grano tenero, per le sue migliori caratteristiche in panificazione, ha di fatto largamente sostituito quello della segale.


Nelle zone del nord Italia tra Piemonte, Lombardia e Trentino Alto-Adige ci sono ancora dei campi di segale (circa 6.000 ettari) a dimostrazione che questa coltivazione non è stata completamente dimenticata, ma si tratta comunque di pochi contadini che cercano di mantenere viva la tradizione.

Domani sul blog troverete la ricetta completa della Tourte de Seigle (di estrazione francese), ma alla voce “Segale” trovate già una lunga serie di idee per preparare a casa dei pani e delle pizze con questo cereale: dal pane di segale e limone (meraviglioso) alla pizza di segale. Prodotti integrali impastati con il solo impiego di segale (più difficili da gestire, ma altrettanto buoni) e prodotti con farine miste (di segale e di frumento).

Buona giornata dalle fresche Alpi (virtualmente dalle Alpi) e a domani con la tourte de seigle.

 

 

 

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