Classici

Beethoven, il maestro Ludwig Van Beethoven e la cucina

Beethoven, il maestro Ludwig Van Beethoven e la cucina.

Alla scoperta delle ricette care a Beethoven attraverso la Haus Der Musik di Vienna.

Il maestro Ludwig Van Beethoven si alzava all’alba per mettersi subito al lavoro; componeva e si perdeva nel suo mondo fatto di note e di spartiti, tanto da dimenticarsi spesso di pranzare. Quando voleva però concedersi una meritata pausa, seduto comodamente ad una tavola apparecchiata, raggiungeva la trattoria presso la quale era solito ordinare due dei suoi piatti preferiti: i maccheroni col grana e la zuppa con dodici uova affogate. Li accompagnava con dei leggeri vini austriaci, quindi tornava al pianoforte fino a tarda ora e, per cena, era solito finire quanto avanzato dal pasto oppure un semplice piatto di minestra.

Mai avrei immaginato di fermarmi davanti ad una stufa con un ricettario, camminando su e giù per i piani del Museo della Musica di Vienna.

Ebbene, nel lungo ed entusiasmante percorso interattivo della Wiener Haus Der Musik, ad un certo punto si arriva alle stanze dedicate al maestro Ludwig Van Beethoven (Bonn 1770-Vienna 1827), compositore tedesco tra i più amati di tutti i tempi e, tra un pianoforte, uno spartito e la locandina di un concerto, ci si ritrova davanti a questa cucina, facendo letteralmente un balzo nel passato e spostando lo sguardo dalle sale da concerto, verso le cucine di un tempo.

 

Beethoven cucina

 

Sebbene tutta la sua giornata fosse prevalentemente dedicata alla musica, le preferenze culinarie di Beethoven sono giunte fino a noi. In particolare il suo amore per il pesce oppure per i maccheroni (con o senza parmigiano) che, all’epoca, erano un piatto molto costoso e ambito.

Preciso e meticoloso, il compositore tedesco era solito lasciare molti appunti su appositi quaderni che sono arrivati oggi fino a noi.

 

Beethoven cucina

 

La zuppa di pane con le uova era uno dei piatti preferiti da Beethoven e nel “Wienerisch bewahrtes Kochbuch di Ignaz Gartler si può trovare proprio questa ricetta.

“Un pasto delizioso e nutriente è la zuppa di pane paesano nella quale, una cipolla finemente affettata, viene arrostita nel lardo o in un altro grasso fino a farla imbiondire; successivamente viene bollita con due misurini d’acqua e con il pane nero tagliato a fettine. Per finire si aggiunge il prezzemolo, l’erba cipollina, il sale e il pepe. 

Se viene bollita con la carne, il gusto sarà ancora più accentuato, mentre se si vuole diminuire la forte acidità del pane nero, che spesso copre gli altri sapori, è consuetudine aggiungere otto o più uova fresche nella zuppa, la quale verrà servita bollente, coprendo subito la pirofila in modo che, dopo soli sei minuti, le uova saranno molto soffici (…).

 

Portate principali: il pesce

“Brav, brav, hier seh ich Fische!”.

“Buono, buono, vedo del pesce qui!”, pare abbia esclamato il maestro Beethoven nel 1824, in una taverna di Baden.

Beethoven apprezzava moltissimo il luccio, era il suo pesce preferito e, nel ricettario del 1818 “The Linzer Kochbuch” scritto da Maria Elis. Meixner, si raccomandava di:

“Rimuovere le lische e lavare bene il luccio; tagliarlo in pezzi e salarlo; adagiarlo in una casseruola con pezzetti di burro, sopra a due teste di cipolla, aglio, sedano, carota tagliati a dadini; aggiungere del timo, del basilico e della buccia di limone e cuocere lentamente.

Imburrare il pesce e aggiungere un po’ di farina per farlo dorare e poi versare del brodo di piselli, un po’ di zucchero e lasciare che si formi una bella cremina.”

 

Beethoven cucina

 

 

 

 

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Commenti (2)

  1. […] di farvi fare un tuffo nel passato in una cucina dell’epoca, a preparare e ad assaggiare due dei piatti preferiti dal maestro, vi introduco l’articolo gastronomico di domani mattina partendo dal un luogo meraviglioso di […]

  2. […] tanto girovagare tra la Francia e l’Austria degli ultimi mesi, tra arte e specialità culinarie del territorio, torniamo a casa in Lombardia e […]

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