Colomba pasquale 2026 con lievito madre
Colomba pasquale 2026
Eccoci con l’appuntamento fisso dei grandi lievitati di Pasqua: la colomba pasquale 2026.
Per me e per gli appassionati di grandi lievitati, Natale e Pasqua sono decisamente i due grandi appuntamenti dell’anno durante i quali immergersi completamente nella magia dei prodotti da forno tipici di queste festività.
Ogni volta si rinnova la magia. La felicità che provo, così semplice, vera e intensa, mi ricorda quanto sia importante per me questa passione. Una passione tangibile sulla pelle e che mi lascia una sensazione di pace, bellezza e profondo appagamento.

Capire la ricetta
Se sei già una lettrice o un lettore del mio blog, saprai tutto su questo tipo di prodotto, ma soprattutto saprai che si può fare solo con il lievito madre. Tutti gli altri prodotti, pensati per velocizzare, stupire in poche mosse e facilitare il lavoro, non fanno che sminuire il prodotto classico.
Il lavoro classico previsto per questi prodotti non è così difficile: è solo delicato, lungo e fatto di materie prime di ottima qualità (a partire dalla farina che spesso viene sottovalutata). Il mio monito non deve quindi suonare come un tentativo snob di denigrare tutti gli altri prodotti che imitano i grandi lievitati, bensì è volto a dare il giusto merito a chi esegue il lavoro a regola d’arte, senza scorciatoie, perché il risultato finale deve essere di un certo tipo. Non una brioche, ma un grande lievitato con tutte le caratteristiche che lo contraddistinguono.
Con le mode del “panettone facile”, del “pandoro in mezz’ora”, della “colomba mescola e metti in forno” si impoverisce incredibilmente un’arte meravigliosa, ma anche la cultura di massa. Nel mondo dei professionisti, si crea un danno a chi produce a regola d’arte (con grande dispendio di energie e costi vivi), ma si crea un danno anche ai consumatori che potrebbero acquistare un finto prodotto artigianale, allo stesso prezzo di un vero prodotto artigianale, non comprendendone realmente la differenza.
Riprendiamoci quest’arte, senza altezzosità, ma con la passione e il duro lavoro di chi ama le nostre eccellenze e l’arte bianca.

La versione di quest’anno
Nella ricetta di quest’anno, la prima di questo 2026, ho voluto ridurre al minimo gli ingredienti e fare una versione molto semplice: la prima cosa che noterai dalle foto è che ho messo pochissima glassa. E’ una glassa alle mandorle, ma le mandorle sono state tutte tritate finemente (ridotte in polvere) e non sono state aggiunte intere. Ho eliminato la granella di zucchero, ma ho messo dello zucchero vanigliato (naturale) nell’impasto della glassa e una generosa spolverata sia prima della cottura che dopo. L’impasto non ha sospensioni, ma tanti aromi di vaniglia e d’arancia. Troviamo quindi tutti i profumi classici con una maggiore morbidezza all’assaggio.
Sempre in merito alla glassa, ho voluto metterla con la tasca da pasticciere in piccole dosi: poche strisce di glassa che permettono all’impasto di esplodere durante la cottura, come piace a me. Dalle foto puoi infatti vedere che, rispetto alla colomba dello scorso anno, che era completamente coperta e glassata (anche con mandorle e granella di zucchero), quest’anno si vede bene la prepotenza dell’impasto che si fa largo tra la glassa. Io adoro queste effetto visivo. Si tratta comunque di un gusto personale.
Variazioni sul lievito madre
Negli ultimi anni, dopo aver sfornato infiniti lievitati con il lievito solido, ho testato e descritto un’idea che mi frullava nella testa: creare un grande lievitato con il li.co.li. (lievito madre a coltura liquida). Negli articoli di questo mio blog ho scritto ampiamente alcune difficoltà che contraddistinguono questa tecnica, ma sono stata molto felice di poter seguire passo dopo passo questo esperimento e di affermare che: Sì, si può fare!
Nella colomba di quest’anno, ho ridotto le difficoltà utilizzando un lievito mantenuto nel barattolo, avente un’idratazione del 75/80%. Questa tecnica mi ha permesso di avere i benefici di un lievito molto idratato, riducendo appunto le difficoltà di un lievito idratato al 100%. Chi ha provato questa tecnica, saprà bene che le incognite del lavoro aumentano molto.
Il risultato è stato ottimo: la colomba ha avuto una lenta e corretta maturazione, uno sviluppo in forno eccezionale e una struttura finale che rispetta tutti i crismi. La quantità dell’acqua indicata nella ricetta non ha subito variazioni in diminuzione.
Il profumo del lievito è presente sempre, come è giusto che sia, dall’impasto all’assaggio.
Ricetta e preparazione
Prima di iniziare ricordati di preparare bene il tuo lievito madre e di non avere fretta.
Primo impasto
- 390 g di farina di grano tenero per grandi lievitati
- 180 g di acqua e 15 g per seconda aggiunta (si indicano sempre i grammi e non i millilitri)
- 35 g di tuorli
- 175 g di lievito madre (leggi tutto sui lieviti qui nella sezione ad essi dedicata)
- 25 g di miele d’arancio
- 90 g zucchero a velo vanigliato
- 110 g di burro morbido e plastico (lasciato a temperatura ambiente per 6 ore)
- Impastare tutta la farina con il lievito e l’acqua (prima dose) per 15 minuti, senza mai fermarsi e senza aggiungere nessun altro ingrediente.
- Versare gradualmente le uova e, sempre in prima velocità, impostare altri 4 minuti di lavoro.
- Aggiungere il miele e attendere che la massa lo incorpori.
- Iniziare a versare lo zucchero a velo e il burro in piccole dosi e gradualmente. Impostare una decina di minuti per l’assorbimento di questi ingredienti. Versare anche la seconda dose d’acqua di circa 15 g. Se dovesse servire altro tempo, non ti preoccupare. Per un buon impasto puoi arrivare fino a circa 40 minuti di lavoro. Tuttalpiù puoi fermare la macchina per 5 minuti e riprendere il lavoro in modo da non far surriscaldare eccessivamente la massa.
- Lascia lievitare in cella di lievitazione (se ne hai una) o nel forno spento con una ciotola d’acqua calda all’interno. Copri il recipiente e attendi. La temperatura (per me) ideale è intorno ai 22/24°C. Ci vorranno un bel po’ di ore infatti è consigliato fare questo impasto durante la sera e procedere con il secondo il giorno successivo. Un tempo preciso non è possibile definirlo con precisione.
Secondo impasto
- 150 g di farina di grano tenero per grandi lievitati
- 150 g di zucchero a velo vanigliato
- 5 g di sale
- 110 g di burro morbido e plastico (lasciato 6 ore a temperatura ambiente)
- la buccia grattugiata di due arance
- 25 g di miele d’arancio
- la polpa di due bacche di vaniglia
- il primo impasto lievitato
- 80 g di tuorli

Pirlatura
Glassa
- 100 g di zucchero a velo
- 80 g di farina di mandorle
- 45 g di amido di riso
- 50 g di albumi
- i semi di un baccello di vaniglia
- 1 pizzico di sale fino
- qualche mandorla intera
Mescola tutti questi ingredienti e lasciali in frigorifero in un recipiente coperto, per un periodo minimo di due ore fino ad un giorno. Il riposo donerà un risultato migliore alla glassa e al prodotto finito.
Raffreddamento
